25 aprile
Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Alta Italia proclamò lo stato d’insurrezione ovunque vi fosse ancora l’occupazione nazifascista. Entro metà maggio l’Italia si riuscì a liberare dall’occupazione nazifascista e il 2 giugno nacque la nostra Repubblica.
I partigiani hanno lottato duramente per garantirci un paese libero, senza oppressioni di regimi totalitaristi. I partigiani avevano un motto “Arrendersi o perire”, non accettavano sconfitte, combattevano in mal arnese, con pochi proiettili, spesso consapevoli di incontrare la morte. Sono stati molti, gli uomini e le donne che si sono sacrificati per la libertà del nostro paese.
Le donne, ritenute troppo deboli per combattere, sfruttavano a loro vantaggio la misoginia fascista e passavano i posti di blocco fascisti, nascondendo granate nei cesti colmi di biancheria da lavare che portavano sopra la testa, o portavano messaggi segreti nelle ruote delle biciclette. Sapevano che se fossero state colte in flagrante avrebbero trovato una morte orribile, eppure niente poteva essere atroce come la violenza nazifascista. Per il regime fascista, una donna doveva solo essere una madre, per il resto non aveva alcun valore, non poteva né lavorare né studiare. Doveva fare figli maschi e farli crescere sani affinché potessero combattere come carne da cannone in nome del delirio fascista.
Questo è solo un piccolo spaccato dell’orrore che ha vissuto il nostro paese durante il ventennio fascista, infatti il 25 aprile, non è la festa della libertà, è la festa della libertà dal regime nazifascista, che ha oppresso e distrutto il mondo intero.