LA NUOVA SCUOLA
La scuola, l’istruzione e la realtà italiana sembrano muovere su tre linee parallele che non si incontrano mai.
Un libro recente di pedagogia scolastica riporterebbe un quadro di competenze didattiche-epistemiologiche-pedagogiche che sono quanto di più lontano alla reale formazione della nostra vecchia, vecchissima classe di insegnanti.
Un insegnante è complice del futuro d’Italia, eppure, con una classe politica che pare intenzionata a rigettare l’idea di cittadini consapevoli, e con una chiara idea del sè civico, questo futuro tende a sapere di stantio.
L’apprendimento manualistico, così anacronistico, il brain storming di nozioni, apprese in maniera svogliata, rende gli adolescenti, fanciulli e gli stessi insegnanti, ormai distanti dal mondo della scuola. E non solo: gli anni più belli della nostra vita non sono più quelli dell’adolescenza – sveglia! – intrisa di pressione che pungola da ogni lato della società.
Nelle realtà, talvolta già immerse in un contesto familiare-sociale precario, anche la scuola può diventare un quadrato in cui si è sottoposti ancora a costanti umiliazioni e isolamento. L’inadeguatezza verso una sufficienza lontana, e lo scoraggiamento, il senso di inutilità appaiono le prerogative della scuola italiana a partire dagli anni 60-70.
Lasciamo spazio alle nuove generazioni di docenti;
e se tu sei un insegnante che porta la propria frustrazione in classe, facci un favore LICENZIATI;
se sei tu sei un insegnante che insegna umiliando, allora facci un favore LICENZIATI;
se tu sei un insegnante che crede già di sapere tutto e non avere necessità di aggiornamenti, allora facci un favore, LICENZIATI;
se tu sei un insegnante e la maggior parte della classe presenta gravi lacune nella tua disciplina, probabilmente sei tu il problema, CONOSCERE NON IMPLICA IL SAPER TRASMETTERE, allora facci un favore LICENZIATI;
se tu sei un insegnante e non credi nel progresso, nei pari diritti e opportunità, nella multiculturalità, nelle differenze come punti di forza, dei diritti delle minoranze, in uno stato laico, facci un favore e LICENZIATI!
La scuola salva vite, apre mente e cuore; servono guide necessarie, formate, ben retribuite, perchè sono guide a cui è affidato il futuro culturale di un sistema precario, e la scuola, con l’appoggio di una giusta Politica, è la grande speranza di questa deriva d’odio e violenza in cui siamo catapultati.