SIAMO ANCORA IN GUERRA?

SIAMO ANCORA IN GUERRA?

Ho sempre notato un odio dilagante e gratuito nel mondo; mi sono spinta in ogni baratro pur di trovare una giustificazione all’aggressività a cui le generazioni del mondo attuale sono sospinte.

Quando all’università studiai le guerre mondiali smisi di vederle lontane, il liceo era finito.

La famiglia  Cristiana in cui il Padre padrone “controlla e distrugge”, la madre, o fulgida gemma di candore e virtù ― anche dopo aver scodellato 15 figli, tutti maschi, ovviamente, e sani s’intende ― era protettrice del focolare domestico, o a me piace dire serva, altri non è che la famiglia fascista promossa dal governo.

Non voglio entrare nei meriti della politica, non sono questi i termini dell’articolo in questione ma ritenevo giusto iniziare a bilanciare l’argomento.

Ebbene, l’odio. La guerra si combatte creando coesione nello Stato, e l’unione si crea nel pericolo imminente. Odio verso lo straniero, l’omosessuale, il non-cristiano, il diverso.  E quell’aggressività sproporzionata, le reazioni bestiali che spesso si leggono negli assalti omofobi.  Perchè gli uomini temono che altri uomini possano vederli così come loro “strumentalizzano” le donne? Magari di questo parleremo un’altra volta.

Lessi qualche mese fa che nella struttura mentale esiste una scala di valori che va dall’istinto di sopravvivenza all’introspezione. In un mondo in cui  ti ritrovavi disteso fra le viscere del tuo compare, non ci si poteva permettere la consapevolezza o si sarebbe scivolati verso una china d’orrore senza via d’uscita, dato che anche il mental health era off limits  a meno che non ti aggradasse la corrente.

Anche per  i nostri genitori è stato lo stesso, e la predisposizione alla prepotenza e l’aggressività è rimasta un vizio attaccato alle anime.

SIAMO ANCORA IN GUERRA, SIAMO SEMPRE IN GUERRA, SIAMO SOLO IN GUERRA.

 

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